
E’ entrato in vigore il tanto atteso decreto per la riforma del settore geotermico, che ora attende dalle Regioni procedure semplificate
Giovedì 11 marzo 2010 è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 22/2010 “Riassetto della normativa in materia di ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche, a norma dell’articolo 27, comma 28, della legge 23 luglio 2009, n. 99″; in un contesto di sviluppo sostenibile del settore e assicurando adeguata protezione ambientale, un regime concorrenziale per l’utilizzo delle risorse geotermiche ad alta temperatura e la semplificazione dei relativi procedimenti amministrativi.
Il Governo intende valorizzare maggiormente le risorse energetiche pulite esistenti nel Paese, a partire dalla geotermia, il calore del sottosuolo, presente in numerose regioni italiane, tra cui Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia.
Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola ha dichiarato che con questo decreto:
L’energia geotermica, di cui l’Italia è ricca, verrà utilizzata maggiormente non solo per la produzione di elettricità, ma anche come fonte diretta di calore per il riscaldamento; la geotermia, fonte rinnovabile seconda in Italia solo all’energia idroelettrica, ha un grande potenziale di sviluppo e consentirà di raggiungere più facilmente l’obiettivo del 25% di energia prodotta da fonti pulite
Basti pensare che ad oggi la risorsa geotermica rappresenta il 10% delle fonti rinnovabili italiane, e che da essa si producono 5 miliardi di chilowattora l’anno, sufficienti ai bisogni di elettricità di oltre un milione e mezzo di famiglie.
Per Gabriele Cesari, presidente di Geo-Net, società emiliana di servizi che opera nei settori della geologia e della geotermia:
Il Governo ha introdotto con questo decreto un primo elemento di chiarezza sull’applicazione della geotermia a bassa temperatura nel nostro Paese. Tutti gli impianti di potenza inferiore a 2 MW termici vengono definiti ‘piccole utilizzazioni locali’ e sono di competenza delle Regioni (o degli Enti da esse delegate) con ‘funzioni amministrative, comprese le funzioni di vigilanza; tuttavia dei due decreti previsti in materia di geotermia dalla Legge 99/2009 non vi è traccia proprio di quello relativo alle sonde geotermiche verticali. Diventa perciò ancora più importante che l’emanazione delle ‘procedure semplificate’ da parte delle Regioni che serviranno a regolamentare un segmento di settore in forte espansione, al fine di promuoverne uno sviluppo corretto sia in termini di efficienza energetica che di tutela ambientale



