Dopo aver riacceso i riscaldamenti, molti italiani hanno riscoperto il piacere del riscaldamento centralizzato, che ha duplicato la sua copertura rispetto all’anno precedente.
È quanto emerge da un’indagine del gruppo Immobiliare.it su 2,5 milioni di annunci online, che evidenzia come il 10% delle abitazioni nuove o ristrutturate abbia preferito un impianto centralizzato di nuova generazione al termoautonomo.
Carlo Giordano, Amministratore Delegato del Gruppo Immobiliare.it, commenta così:
Fino agli inizi degli anni 90 era consuetudine avere nel condominio un unico impianto termico per il riscaldamento centralizzato che veniva gestito dall’amministratore dello stabile e il cui costo era suddiviso, in base ai millesimi di proprietà, fra i condomini. Poi si è diffuso un forte desiderio di una riduzione delle spese correlato ad una più equa attribuzione dei costi di gestione.” – e fino a qui la storia è nota, ma, continua Giordano – “Dopo anni in cui ha imperato il termo autonomo, che in realtà ha avuto il grande merito di migliorare le abitudini di consumo più che i costi veri e propri, ci si è resi conto che il risparmio non era poi così rilevante. La novità degli ultimi anni è quella di dotare il riscaldamento centralizzato di una sorta di autonomia nell’ utilizzazione del calore appartamento per appartamento.
Risultato, nelle nuove costruzioni gli impianti a termovalvole hanno registrato un raddoppio nell’ultimo anno e sono cresciuti di ben cinque volte rispetto a soltanto ventiquattro mesi fa. A guidare l’inversione di tendenza è il Nord, con Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia in testa. Nell’Italia settentrionale, infatti, solo il 15% delle case nuove nasce con l’impianto centralizzato di vecchia generazione. Peggiore la situazione al Centro-Sud, dove la quota raggiunge il 35 per cento. Per quanto riguarda l’autonomo è sì diffuso in tutto il territorio nazionale, ma è la Sardegna a staccare tutte le altre regioni con il 73% degli impianti termoautonomi.




