Il bel tempo prosegue, ma da fine mese le temperature dovrebbero diminuire. E dal 15 ottobre si potranno accendere gli impianti di riscaldamento in 47 province italiane per un massimo di 14 ore al giorno.
Le 47 province sono Aosta, Alessandria, Asti, Biella, Ivrea, Novara, Torino, Verbania, Vercelli, Bergamo, Brescia, Como, Crema, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Pavia, Sondrio, Varese, Bolzano, Trento, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza, Gorizia, Pordenone, Udine, Bologna, Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Arezzo, Perugia, Frosinone, Rieti, L’Aquila, Campobasso, Potenza ed Enna.
L’avvio della stagione del riscaldamento domestico avviene in giorni differenti nelle sei zone climatiche in cui è stato diviso il territorio italiano da una serie di norme e regolamenti. Dopo il raggruppamento F (nessuna limitazione) e quello E (dal 15 ottobre al 15 aprile per 14 ore massimo), toccherà alla zona D (1 novembre-15 aprile per 12 ore, compresa anche Roma), quindi alla zona C (15 novembre-31 marzo per 10 ore), alla B (1 dicembre-31 marzo per otto ore al giorno) e infine alla zona A (1 dicembre-15 marzo per sei ore al massimo).
Secondo le ultime statistiche pubblicate dall’Unione petrolifera, infatti, l’Italia continua a collocarsi al primo posto in Europa per il caro-gasolio, con 1,068 euro al litro, un pò meno del doppio della media Ue (0,696 euro) e più del doppio rispetto al Paese più virtuoso, che è il Lussemburgo (0,489). Gli altri grandi Paesi europei sono tutti molto staccati: in Germania il gasolio costa 0,579 euro al litro, in Francia 0,600, in Spagna 0,593 e nel Regno Unito 0,535. L’Italia, come accade per altri beni energetici come la benzina, paga molto il carico fiscale che grava su ogni litro di gasolio: le imposte pesano infatti per 0,581 euro, la somma più alta tra tutti e 27 i Paesi considerati e oltre il 30% in più rispetto agli 0,439 della media europea. Alto, ma non il maggiore, è anche il prezzo industriale, pari a 0,487 euro al litro. Peggio dell’Italia, in questo caso, fanno infatti Ungheria (0,493 euro al litro), Danimarca (0,504) e soprattutto Irlanda (0,550).




