Quando si parla di stufa, si intende a primo acchito quel contenitore pesante che per riscaldare l’ambiente brucia la legna che viene inserita da quel foro piccolo piccolo con lo sportellino in ghisa e la chiusura meccanica vecchio stampo. Certamente anche per le stufe di antica manifattura esistono diversi modelli : stufe grandi, piccole, in ghisa, in alluminio e quelle deliziose in ceramica dipinte a mano. Preziosissime.

Tantissimi modelli di stufa e tante alternative alla legna come alimentazione. Il pellet ne è un valido esempio. Il pellet è un materiale infiammabile, usato come alimentazione per stufe e caldaie, ottenuto da segatura di vari tipi di legno purché essi siano privi di vernici, la segatura, una volta compressa viene lavorata e trasformata in piccoli cubetti comodi da utilizzare soprattutto perché non sporcano.
La combustione prodotta da un materiale di questo tipo, risulta essere ecologica: per garantire la compattezza dei cubetti di pellet non occorre utilizzare collanti, ci pensa la natura stessa! Nel legno è presente una sostanza naturale chiamata legnite che ha in se la caratteristica di un collante. Oltre alla qualità ecologica connessa a questo materiale che gia lo garantirebbe nelle scelte di molta gente rispettosa della natura e della propria qualità di vita, il pellet presenta altri vantaggi e uno di essi riguarda il potere calorifico. Rispetto a quello esercitato dalla combustione di normale legna da ardere, esso ne sprigiona molto di più.
Un metro cubo di legno può pesare fino a 650 kg con un contenuto idrico dell’8%. Con un regime cosi basso di acqua non è necessario sottoporre il pellet alla stagionatura come per la legna. Per alimentare una stufa con il pellet basta dosare il combustibile secondo le esigenze: a quantità maggiore corrisponde più calore prodotto e viceversa. Ne consegue un controllo preciso della temperatura che può essere modificata mediante cronotermostato il quale gestisce anche l’accensione e lo spegnimento. Alle stufe a pellet è necessaria di poca manutenzione. Quelle di fabbricazione recente sono del tutto automatiche in termini di accensione-spegnimento, regolazione della quantità di aria per la combustione e regolazione del quantitativo di combustibile stesso, inoltre, se avviene un’ interruzione di energia elettrica esse arrestano il processo di combustione e ripartono automaticamente al ripristino della rete elettrica.
Per ciò che riguarda il montaggio è bene sapere che la canna fumaria per almeno 50 cm al di sopra dei tetti deve essere per forza in acciaio, praticare un foro nel muro e inserire qui la canna fumaria è scorretto e soprattutto illegale. Il diametro della canna fumaria deve misurare almeno 80 cm e deve essere collegato alla stufa tramite innesto a T che consente, tramite l’altra estremità del della T, di prelevare l’aria per la combustione dall’esterno.
I consumi? Bassissimi! Per garantirsi il funzionamento della stufa in una stagione occorre spendere una cifra che si aggira intorno ai 360€. Da sapere ancora che il pellet non inquina l’ambiente aumentando il tasso di Co2 nell’atmosfera. E bene infine sapere che il pellet è un materiale tranquillamente producibile ovunque, e se quello che acquistiamo è italiano, abbiamo garantito il mantenimento di posti di lavoro nelle industrie italiane che lo producono, cosa che in un periodo di crisi e disoccupazione farebbe molto piacere a chi dedica le proprie giornate alla realizzazione del pellet.




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