Se consideriamo il pellet come quel prodotto ottenuto da un materiale polverulento sottoposto a pellettizzazione sicuramente nella nostra mente non immagineremo mai che ci si sta riferendo a quei piccoli granuli di “segatura” compressa che bruciando, alimentano stufe, termocamini e caldaie.

Una caldaia alimentata a pellet è comunemente realizzata in acciaio, può avere il bollitore incorporato o a parte in funzione delle funzioni che deve svolgere. Per uno stabile civile per esempio, le caldaie esercitano temperature fino a 100°C, ma spesso non li raggiungono, e sono costruite a tubi di fumo.
Il maggior numero dei bruciatori a pellet, vengono alimentati dal basso, questa alternativa, consente al combustibile di avanzare con regolarità, la manutenzione può essere effettuata in intervalli di tempo più lunghi ed in più queste caldaie, dal momento che il pellet deriva da materiali diversi, sono concepite per tollerare al meglio alcune tipologie di pellet che magari appartengono a categorie qualitativamente più basse.
I sistemi brevettati dalle aziende produttrici garantiscono il funzionamento della caldaia anche in situazioni operative sfavorevoli. L’intero sistema del gruppo termico è continuamente controllato, quando la caldaia è in funzione certamente, da un impianto automatico a microprocessore.
Quando avviene un’interruzione alla rete elettrica, quando si effettua la prima accensione a freddo o conseguentemente ad una interruzione manuale dell’operatività della caldaia a pellet, un sistema di elettrica ne effettua il riavvio. Nel corso del funzionamento delle caldaie a pellet, un termostato posizionato all’esterno permette di controllarla, il pellet si incendia automaticamente creando una brace che lo mantiene continuamente attivo. Questo processo accorcia il tempo di riaccensione del combustibile garantendo altresì un avvio delle funzioni e quindi del riscaldamento immediato.
Utilizzare il pellet come combustibile per il riscaldamento ha un fattore molto positivo perché esso ardendo produce anidride carbonica che prelevata dalle piante ritorna a far parte del ciclo vivente della natura. La combustione del pellet non produce né zolfo né altre sostanze tossiche per l’ambiente. Basti pensare che la maggior parte del gas naturale e del petrolio, comuni combustibili usati nel nostro paese per alimentare le caldaie, percorrono una strada molto lunga prima di arrivare nelle nostre abitazioni; esse sono riserve estere sottomesse al mercato dei trasporti con conseguente lievitazione del loro prezzo.
Il pellet? Il pellet se vogliamo ce l’abbiamo in casa, è prodotto nelle zone locali ed è un materiale eterno, sempre reperibile. Inoltre i pericoli dell’ intossicazione legati alla combustione di gas o petrolio sono assolutamente inesistenti nei fumi prodotti dal pellet.
All’uso di questo tipo di caldaie sono strettamente correlati alcuni consigli per la pulizia e come poteva non esserci, qualche buona norma di sicurezza. Per quanto riguarda la pulizia, ovvero prelevare le ceneri basta montare il bruciatore su una slitta che permette di tirarlo avanti quando occorre svuotare la cenere, funziona proprio come un cassetto.
Per quel che riguarda la sicurezza: ogni qualvolta viene riempito il vano del pellet, e questo si può riempire totalmente, al bruciatore che si trova in cima alla caldaia, distante dalla scorta di pellet, arriva solo una quantità minima di pellet, circa 150 grammi. Il rischio che troppo combustibile possa generare un incendio è molto raro.



